Gimenez, idea fissa: portare il Milan in Champions. Vuole ripagare subito l'investimento
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Santiago Gimenez trova la porta con facilità: tre gol nelle prime sei presenze rossonere. Da quando è arrivato a Milano vive nell’hotel dei ritiri della squadra, vicino San Siro, ma ora ha quasi concluso la trattativa per la sua nuova casa milanese. Presto varcherà anche quella porta lì. In Italia Santi (“Santi subito” è lo slogan dei tifosi rossoneri) è arrivato con la moglie Fernanda, artista, ben più attiva di lui sui social. Dal profilo di lei si vede come la coppia sia già perfettamente integrata in città e come a Milano entrambi si muovano con disinvoltura. Manca solo parlare fluentemente la lingua, ma anche per quello Santiago è corso ai ripari: frequenta un corso di italiano, per lo più on-line, almeno un paio di volte alla settimana, quando partite e allenamenti gli lasciano il tempo per collegarsi.
Gimenez è già ben collegato con la squadra: ha esordito con il Milan in Coppa Italia servendo un perfetto assist a Joao Felix; alla prima in campionato era subentrato a Empoli firmando il secondo gol rossonero; in rete anche alla prima da titolare a San Siro contro il Verona e di nuovo festeggiato nello stadio di casa dopo il vantaggio sul Feyenoord: un’illusione poi bruscamente interrotta dal pari ospite e dall’esclusione dalla Champions. Santi è rimasto a secco solo all’andata in Olanda, lì sì scollegato ed emozionato, e nell’ultima trasferta di Torino in campionato. La media gol resta di uno ogni 133 minuti: il suo predecessore in attacco, Morata, andava più piano. Un gol ogni 280 minuti: a proposito di Alvaro, si è fatto vivo dalla Turchia attraverso un’intervista a Marca per dire che «negli ultimi tempi a Milano non mi sono trovato a mio agio perché ero andato lì per Fonseca e dopo pochi mesi il progetto è cambiato». Proprio per cercare un centravanti più prolifico del vecchio numero 7, il Milan ha guardato in Olanda e pescato Santi, che con i numeri delle prime settimane rossonere ha già preso le distanze da tutta un’altra serie di predecessori: da Torres a Higuain, da Destro a Mandzukic, una catena di centravanti sfortunati spezzata solo dall’arrivo nell’estate 2021 di Giroud.
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I gol e l’applicazione parlano per Santiago: le reti finora sono tre e c’è fiducia per moltiplicare il fatturato, con Gimenez che intascherebbe anche una serie di bonus. Il primo a 5, il secondo alla doppia cifra. Per lui, tifoso rossonero di provata fede fin da bambino, non è una questione di soldi ma di orgoglio e gloria: anche quando non ha segnato ha comunque sgomitato in area. In gruppo si fa ben volere: fa specie che proprio lui e Abraham, il suo sostituto per ruolo, siano spesso molto vicini. Gimenez resta la prima scelta e di tutto questo, per la fiducia e per i milioni di euro che il Milan ha investito a gennaio su di lui, l’attaccante vuole ripagare la società. La spesa sull’attaccante era proprio finalizzata alla risalita in classifica che il Milan ha la necessità di compiere, per poter acquistare in estate nuovi campioni e per non doverne cedere. Santiago resta al riparo da tutto: è una certezza per il presente e per il futuro. Conceiçao stravede per lui e non è il solo all’interno del club. Da Santi ci si aspettano ora altri gol pesanti, più degli altri: a Empoli aveva segnato il due a zero, col Feyenoord il vantaggio di testa era stato poi vanificato. Occorrono altri gol da tre punti, come quello al Verona.
Solo così il Milan potrà davvero arrampicarsi sulla classifica della A per arrivare a piantare la propria bandiera rossonera nelle prime quattro posizioni. Il Milan ha bisogno dell’Europa e forse anche il contrario. E’ la Champions che garantisce incassi e visibilità mondiale. Anche se pure in questo Gimenez aiuta: il club rossonero è pieno di richieste di accrediti e interviste dai media messicani in particolare, e sudamericani in generale. Tutti interessati alle imprese del nuovo Milan di Gimenez. La prima è proprio quella nazionale, e cioè scalare posizioni in A. Gimenez sarà titolare a Bologna: potranno cambiare gli altri interpreti d’attacco ma lui no. Rincorre altri gol che restituiscano al Milan quanto perso col Feyenoord, club che ha tolto la Champions ma regalato Santiago.
La Gazzetta dello Sport