Otto gol, sorpassi, magie: un folle Barça-Atletico finisce pari, verdetto di coppa rinviato
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Una partita senza padrone, folle, magnifica, irrisolta: 5 reti nel primo tempo, 3 nel secondo e verdetto rinviato al 2 aprile al Metropolitano. Nell’andata della semifinale di Copa del Rey Barcellona e Atletico hanno pareggiato 4-4 in un match assurdo, senza controllo, elettrico dal primo all’ultimo minuto: rete di apertura dopo 47 secondi, quella di chiusura al 93’. Atletico avanti 2-0 e sotto 4-2: come detto, nessuna logica. L’Atletico aveva vinto 2-1 a Barcellona in Liga il 21 dicembre, ultima sconfitta dei catalani.
Flick come negli ottavi e nei quarti fa riposare Lewandowski usando Ferran Torres e preferisce Dani Olmo e De Jong a Gavi e Casadò. In porta Szczesny, che gioca tutte le competizioni, mentre Simeone usa il portiere di coppa, l’ex atalantino Musso. In mezzo al campo fiducia a Pablo Barrios, assai negativo ultimamente, e Gallagher invece del più offensivo Samu Lino. La partita ha un inizio folle che detta la linea alla surreale serata.
Dopo 20 secondi Julian Alvarez costringe Szczesny a una bella parata, angolo, cross di Griezmann toccato da Lenglet e ventesimo gol stagionale di Julian Alvarez dopo appena 47 secondi. E al 6’ un errore di Kounde lancia il contropiede del ‘ragno’ argentino: palla perfetta per Griezmann che salta Balde e piega la mano morbida di Szczesny per il 2-0, la sua prima rete in trasferta al Barcellona dopo 17 partite. Da li inizia una nuova gara, dominata dal Barça che in 99 secondi tra il 19’ e il 21’ arriva al pareggio con un piatto di Pedri con l’ottavo assist di Kounde lanciato da Lamine Yamal e un colpo di testa di Cubarsí che sul secondo palo sovrasta Barrios su angolo di Raphinha. Per il centrale 18enne prima rete da professionista, dopo 63 partite. Ferran Torres si è mangiato due gol, parata di Musso e salvataggio a porta vuota di Gimenez, ma prima della pausa ‘remuntada’ completata dal Barça con un gol fotocopia del secondo: angolo di Raphinha da destra, e 16° assist del brasiliano, colpo di testa di Iñigo Martinez solissimo sul palo lontano anche per un blocco di Cubarsí su Marcos Llorente che ha portato a grandi proteste dell’Atletico. Che però dopo la fiammata iniziale è rapidamente sparito lasciando campo e palla al Barça.
Simeone ha fatto diversi cambi, l’Atletico è migliorato ma dopo un gol annullato a Sorloth per fuorigioco di Marcos Llorente ha pagato di nuovo la fragilità difensiva: Lamine Yamal ha saltato Reinildo e ha servito a Lewandowski un tap-in a porta vuota per la rete numero 33 in 36 uscite stagionali del polacco. Sembrava un colpo definitivo, Marcos Llorente all’84’ ha dato fiato ai suoi con un destro potente su assist di Correa. E al terzo dei 4 minuti di recupero il norvegese Sorloth, che in Liga a Montjuic aveva dato i 3 punti ai suoi al 96’, su cross di Samu Lino ha chiuso la gara su questo incredibile 4-4 andando a segno per la quinta partita consecutiva contro il Barça. La magia della coppa. E la fede dell’Atletico, arrivato in questa stagione a 13 reti nei minuti di recupero.
La Gazzetta dello Sport