Trump ordina lo studio per l'applicazione di tariffe sulle importazioni di rame
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Martedì Donald Trump ha ordinato alla sua amministrazione di valutare la possibilità di imporre tariffe sul rame, l'ultima mossa della Casa Bianca per tassare un'ampia gamma di importazioni e alterare il commercio internazionale.
Durante una conference call con i giornalisti, il suo consigliere commerciale Peter Navarro ha descritto la decisione come un tentativo di frenare la spinta della Cina verso le esportazioni di rame e di affrontare una più ampia vulnerabilità della sicurezza nazionale.
C'è anche la volontà di ripristinare l'estrazione, la fusione e la raffinazione del rame a livello nazionale, dato il suo potenziale utilizzo per scopi industriali e militari.
Trump ha affermato da tempo che i suoi obiettivi commerciali sono garantire che le importazioni siano pari alle esportazioni, in modo che gli Stati Uniti non registrino deficit commerciali.
Ma in realtà gli Stati Uniti hanno un surplus commerciale nel rame. Nel 2024 hanno esportato 11,3 miliardi di dollari e ne hanno importati 9,6 miliardi.
Trump ha già annunciato una serie di tariffe che si equivalgono a quelle che altri stati applicano alle importazioni dagli Stati Uniti, oltre a tariffe specifiche su automobili, semiconduttori e medicinali.
L'intenzione di tassare importazioni per un valore di tremila miliardi (un milione di milioni) ha suscitato preoccupazione tra gli economisti, a causa dell'effetto sull'aumento dei prezzi e sul raffreddamento dell'economia.
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